Genitori “OK”, figli felici: il segreto per crescere liberi e senza maschere

Per crescere figli liberi, sicuri e capaci di amare, i genitori devono superare l'idea del sacrificio personale e ritrovare il proprio benessere, poiché l'autentica cura di sé è il primo passo per incarnare un modello di vita sano ed equilibrato.

Ogni bambino ha un bisogno profondo di carezze, di calore e di sentire su di sé lo sguardo amorevole della mamma. È proprio attraverso questo "specchio" d'amore che impara ad amare sé stesso, gli altri e a fidarsi del mondo (Stramaglia, 2011). Ma per far sì che questo accada, c'è bisogno di una famiglia consapevole, con un unico vero obiettivo: far crescere i figli liberi e coraggiosi.

Per capire quanto sia vitale questo sguardo d'amore, ci viene in aiuto l'Analisi Transazionale. Durante l'infanzia, infatti, ognuno di noi costruisce l'idea di sé e degli altri che si porterà dietro tutta la vita: una vera e propria "posizione" nel mondo. Eric Berne (1969) chiamava i primi anni di vita – fino ai 10 anni – "i giorni della decisione". In questo periodo, il bambino sceglie inconsapevolmente uno di questi quattro modi di vedere la vita:

  • "Io sono OK, Tu sei OK": È la posizione più sana e luminosa. Ci fa sentire sicuri, capaci di trovare soluzioni ai problemi e pronti ad accettare noi stessi e gli altri per come sono.
  • "Io sono OK, Tu NON sei OK": Qui ci si sente costantemente vittime o perseguitati dagli altri. Si fa fatica a prendersi le proprie responsabilità, finendo per dare sempre la colpa al mondo delle proprie infelicità.
  • "Io NON sono OK, Tu sei OK": È la posizione dell'impotenza. Ci si sente da meno rispetto agli altri, una sensazione che purtroppo può trascinare verso la tristezza profonda e la depressione.
  • "Io NON sono OK, Tu NON sei OK": È la situazione più dolorosa, in cui si perde ogni fiducia e interesse verso la vita, sentendosi completamente smarriti.


Il ruolo del genitore: amare sé stessi per amare i figli

Nulla di tutto questo è facile, eppure è un pensiero semplice da capire e condividere. C’è però un concetto che facciamo ancora fatica a mettere in pratica, nonostante un Uomo piuttosto famoso lo abbia detto già più di duemila anni fa: per poter amare gli altri, dobbiamo prima di tutto imparare ad amare noi stessi. Questo è il vero punto di partenza per essere una buona guida.
Se ci pensiamo, per i bambini e gli adolescenti il passo verso il benessere – quel famoso "Io sono OK, Tu sei OK" – non è un concetto astratto che si impara sui libri. Diventa possibile solo se i ragazzi hanno accanto dei punti di riferimento che incarnano questo modo di vivere ogni singolo giorno. Significa che i genitori devono essere "adulti" nel senso più profondo del termine (perché, parliamoci chiaro, non basta l'età anagrafica per esserlo). Significa imparare a prendersi cura di sé stessi con la stessa dedizione, lo stesso rispetto e lo stesso amore che si riversano sulla propria famiglia.

Troppo spesso cresciamo con l'idea che un buon genitore debba annullarsi. Ma la verità è che mamma e papà non sono chiamati a sacrificarsi per la famiglia, né a fuggire da essa per respirare. Come ci ricorda lo psicoterapeuta Jesper Juul ,  la vera sfida è trovare un equilibrio in cui la responsabilità verso i figli e la cura di sé viaggino insieme, in armonia. Una dimensione in cui i genitori possano vivere autenticamente i propri interessi, accogliere le proprie fragilità e riconoscere il proprio valore, muovendosi in un contesto di pari dignità con gli altri membri della famiglia.


Una nuova mappa di valori

La sfida che ci viene proposta in questa chiave è di riscoprire il nostro benessere come persone, oltre il ruolo di genitore. È necessario cambiare il proprio punto di vista e incontrare nuovi valori che possano guidarci, permettendoci di ritrovare quella personale integrità che spesso è rimasta sotterrata in una vita frenetica, a cui si è data troppo poca attenzione.
E allora, lanciamo una nuova moda insieme: costruiamo una famiglia capace di far incontrare le persone, senza far scontrare i bisogni.

Per approfondire (Riferimenti bibliografici):

  • Berne, E. (1969). A che gioco giochiamo. Bompiani. (Il testo di riferimento per l'Analisi Transazionale e le posizioni esistenziali).
  • Juul, J. (2001). La famiglia è competente. Valori e conoscenze per i genitori di oggi. Feltrinelli. (Il saggio incentrato sull'educazione, la responsabilità e il concetto di pari dignità in famiglia).
  • Stramaglia, M. (2011). I nuovi padri. Per una pedagogia della tenerezza. Unicopli.

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Francesca Di Silvio
Pedagogista, consulente personale e familiare

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