Segui il filo e vai oltre le righe tracciate: l’arte di ascoltare il tuo bambino (senza perdere il tuo passo)

Essere genitori non significa seguire manuali, ma guardarsi dentro con amore. Attraverso piccoli esercizi pratici e una comunicazione basata sull'ascolto, possiamo superare le paure, trasformare i litigi in opportunità e scrivere la nostra storia di famiglia, liberi dal giudizio.

"Se vi danno un foglio con le righe già tracciate, scrivete dall'altra parte."

Quando Juan Ramón Jiménez ha scritto queste parole, forse non pensava esplicitamente alla genitorialità, ma per chi cresce dei bambini, questa frase racchiude una verità profondissima.

Da quando un figlio viene al mondo, sembra che la società ci consegni un foglio pieno di righe già tracciate: manuali su come deve dormire, tabelle di sviluppo rigide, aspettative su come dovremmo comportarci per essere i "genitori perfetti".

Ma seguire il filo della nostra vita e della nostra genitorialità non significa chiudere gli occhi e lasciare che tutto accada per inerzia. Al contrario, significa scegliere. Significa voltare quel foglio e iniziare a scrivere la nostra storia dall'altra parte.

Vivere con autenticità, fiducia e responsabilità

Crescere un bambino è un viaggio intenso che ci mette costantemente a nudo. Per farlo con gioia, abbiamo bisogno di riappropriarci di uno spazio di autenticità, fiducia e amore incondizionato. Al centro della tua vita e della relazione con i tuoi figli ci sei tu, con il tuo potenziale unico.

Il grande psicologo Carl Rogers parlava proprio di questa forza innata, una spinta interiore che ognuno di noi possiede verso la crescita e l'autonomia. Quando impariamo a fidarci del nostro potenziale e della nostra vita, accade una magia: smettiamo di cercare colpevoli, abbassiamo il giudizio e capiamo che in una relazione tutti possono vincere.

È in questo spazio che la mente si apre e abbraccia il corpo, il cuore e l'anima. Solo allora diventiamo capaci di scegliere la nostra direzione, con il nostro passo e la nostra strada, senza l'ansia di dover correre al ritmo dettato da altri.

Una grande opportunità: cambiare lo sguardo rivolgerlo verso di noi con amore e accoglienza.

Come diceva Carl Gustav Jung: "La visione diventa chiara solo quando guardi dentro al tuo cuore. Chi guarda fuori sogna. Chi guarda dentro si sveglia."

Spesso i comportamenti dei nostri bambini – un “capriccio” improvviso a due anni, una porta sbattuta a sei, una sfida aperta a dieci – ci spingono a guardare "fuori", a cercare soluzioni esterne o tecniche magiche di disciplina. La vera svolta, invece, avviene quando iniziamo a guardare dentro di noi, nella consapevolezza delle nostre reazioni ed emozioni. La comunicazione che diventa relazione!

Un piccolo esercizio pratico per te (senza giudizio)

Nelle mie consulenze pedagogiche non troverai ricette preconfezionate, ma libertà, ascolto profondo, assenza di giudizio e piccoli strumenti pratici. Voglio offrirti subito uno di questi strumenti, proprio adesso.

Facciamo un piccolo esperimento. 

Primo passo Fermati un solo minuto e pensa al tuo ultimo litigio, che sia stato con il tuo partner o con tuo figlio:

  1. Prendi un fogliaccio di carta.
  2. Fermati e respira.
  3. Con il pollice ripercorri i polpastrelli della mano contando le dita e sentendo il contatto, prima una mano poi l’altra. Cinque secondi che ti riporteranno al presente (l’unico momento in cui hai il potere di scegliere)
  4. Cerca di individuare almeno tre paure che si nascondevano dietro a quel momento di rabbia o tensione.
  5. Scrivi la prima che ti viene in mente. Poi vedi se ne emerge una seconda e una terza.
  6. Non giudicarle. Lasciale semplicemente lì, scritte su quel foglio.

Secondo passo: 

Dopo aver scritto le tue tre paure, fai un passo in più. Sperimenta questo approccio la prossima volta che ti trovi davanti alla persona con cui hai avuto il conflitto:

  1. Fermati e respira.
  2. Ascolta un suono intorno a te in questo momento: un rumore dalla strada, il ticchettio di un orologio, il respiro stesso. Questo piccolo gesto ti riporterà istantaneamente nel presente.
  3. Inizia il discorso parlando solo in prima persona. Usa: “Io voglio…”, “Io non voglio…”, “Io sento…”.
  4. Parla esclusivamente di te, dei tuoi bisogni e delle tue emozioni. Elimina  “Tu hai fatto…” o “Voi mi avete…”. 
  5. Frase breve e poi ascolta te e l’altro: come ti senti? Come si sente?

Osserva cosa succede. Noterai come la comunicazione cambia direzione, abbassando le tue difese, le difese dell'altro si abbassano e la relazione prende energia.

Guardare in faccia le nostre paure è il primo passo per disinnescarle. Spesso, non appena le accogliamo, quel litigio perde la sua forza, smette di fare così male e lascia spazio alla comprensione. Il linguaggio personale nel “qui e ora” trasformerà la crisi in possibilità, la comunicazione in relazione.

Trovare la propria strada, insieme

Essere genitori consapevoli non significa non sbagliare mai, ma avere il coraggio di lasciare andare i dolori e le paure che bloccano noi e le nostre relazioni, per muoverci ogni giorno verso la gioia.

P.s. Se hai fatto l'esercizio e hai voglia di condividere quello che è emerso, o se semplicemente senti il bisogno di uno spazio sicuro in cui essere ascoltato senza il timore di essere giudicato, io sono qui.

Chiamami per una consulenza: faremo un pezzo di strada insieme, al tuo ritmo, per ritrovare la tua direzione e scrivere la tua storia personale di genitore, rigorosamente fuori dalle righe. Contattami.

Per approfondire 

  • Juul, J. (2014). I NO per dire SÌ. Accompagnare i figli a crescere imparando a definire i propri limiti. Feltrinelli.
  • Rogers, C. R. (2022). Un modo di essere. Psicologia Psicoterapia Psicoanalisi.
    ung, C. G. (1999). Lo sviluppo della personalità. Boringhieri.
    (Contiene le riflessioni di Jung sull'educazione, sul peso dello stato d'animo dei genitori sui figli e sull'importanza di risvegliare la propria coscienza interiore).
  • Jiménez, J. R. (2007). Platero e io. Passigli.
    (L'opera più celebre del poeta premio Nobel, un inno alla sensibilità, alla natura e allo sguardo puro, perfetto per connettersi con il mondo dei bambini).
  • Jung, C. G. (1999). Lo sviluppo della personalità. Boringhieri. (Contiene le riflessioni di Jung sull'educazione, sul peso dello stato d'animo dei genitori sui figli e sull'importanza di risvegliare la propria coscienza interiore).
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Francesca Di Silvio
Pedagogista, consulente personale e familiare

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